La rivoluzione del BIM

di Michele Codeglia

Fabrica (io e Sara) è intervenuta a una conferenza sul BIM (Building Information Modelling) presso l’Ordine degli Architetti e PPC di Pistoia. Siamo stati invitati dal professor Paolo Fiamma, ingegnere, considerato un vero luminare del BIM, non solo in Italia, direttore del Master in Building Information Modeling e BIM Manager all’Università di Pisa.

Siamo stati coinvolti per offrire un’esperienza concreta circa l’implementazione reale della metodologia BIM all’interno di uno studio professionale di medie dimensioni come il nostro.

Il BIM è prima di tutto una metodologia di lavoro, una ricerca all’interno dei propri metodi, delle proprie abitudini professionali,
uno studio serio delle dinamiche che sono alla base del processo produttivo interno alla realtà professionale e subito dopo diventa voglia di miglioramento, di cambiamento e di scoperta di nuovi orizzonti.

Ovviamente è un processo non lineare, sempre diverso e molto spesso, all’inizio, estremamente faticoso proprio per le energie che richiedono i passaggi epocali. E nella nostra professione il BIM è un passaggio epocale.

L’apprendimento di nuovi strumenti software comporta una pianificazione della formazione all’interno dello studio, che progressivamente si differenzia e si affina per competenze tecniche settoriali e ruoli.

La progettazione recupera così enormi spazi e grandi energie che vengono liberate dalle potenzialità degli strumenti a disposizione. Il percorso successivo delle fasi progettuali e tecniche è poi sviluppato in modo esponenziale: non si rappresenta l’oggetto della progettazione attraverso un disegno ma si utilizzano oggetti virtuali creando un duale della realtà, un modello che, in funzione degli obiettivi particolari della fase di progettazione o del contratto stesso, contiene tutte le informazioni necessarie sia geometriche sia legate a tutti i dati utili per ciascun oggetto (caratteristiche fisiche, materiali, costi, provenienza, ecc).

Questo metodo di approccio alla professione, la cui comprensione è molto più importante dei software che lo rendono operativo, consente di risolvere molte problematiche fino a ieri lasciate dirimere in fase di cantiere ed inoltre spinge l’attività di progettazione a coprire tutta la vita utile dell’opera, fino alla sua demolizione.

Una delle frontiere più interessanti, che vedono Fabrica particolarmente attiva nella ricerca, è proprio quella di utilizzare i modelli degli edifici oggetto di progettazione anche per scopi gestionali, nel corso della vita utile dell’edificio Fabrica ha fatto proprio un percorso davvero entusiasmante, di vera ricerca e sperimentazione, multidisciplinare, che porta a lavorare costantemente in rete, a dimenticare vecchi concetti come quello di “competitor”, a dare grande spazio e fiducia anche ai professionisti più giovani che sempre più spesso includono il BIM tra le materie oggetto della propria formazione professionale.

L’interesse e la consapevolezza che è cresciuta rispetto all’adozione delle metodologie BIM portano Fabrica a proporsi come punto di riferimento per Committenze, Professionisti ed Aziende che hanno un interesse sempre crescente a creare collaborazioni finalizzate a digitalizzare processi, opere ed edifici in modo da ottenere prestazioni certe, risparmio e ottimizzazione di risorse.