Progetto diffuso di riqualificazione residenziale sociale nel territorio urbano del Comune della Spezia

LuogoLa Spezia
PaeseItalia
ClienteComune della Spezia
Anno2021
DescrizioneProgetto di fattibilità semplificato per la partecipazione al bando emesso dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti “Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare”

Il progetto persegue la rigenerazione urbana di parte del Comune della Spezia attraverso il recupero sostenibile di spazi urbani dismessi distribuiti in modo equivalente su tutto il territorio comunale in modo da creare una vera e propria rete di risposte ai bisogni sottesi ed alle esigenze della comunità locale. Ciò avviene anche attraverso la diffusione della loro conoscenza tramite l’uso di processi partecipativi organizzati, con la consapevolezza di come tali strumenti possano innescare modalità utili alla comunità tutta per la comprensione della potenzialità degli interventi in ambito sociale ed in chiave di sostenibilità ambientale ed economica.

La realizzazione di una rete territoriale di interventi diffusi mirati alla condivisione socio-culturale dei bisogni di una comunità ed alla risoluzione dei problemi che da essi derivano, mira a favorire la costruzione di rapporti sociali e solidali a livello comunale e di quartiere che possa contribuire a creare anche nuove opportunità di socialità e di scambio, favorendo lo sviluppo di un maggior senso di comunità e di appartenenza, così come la tutela del territorio e delle sue risorse.

 

I progetti coordinati riguardano:

  • la valorizzazione e la trasformazione in cohousing di due edifici scolastici dismessi in aree periferiche della città: Zona Ovest – Fabiano e Zona Est – Melara
  • la manutenzione di un considerevole numero di alloggi esistenti di edilizia sociale inoccupati e da interventi di superamento delle barriere architettoniche in alcuni degli edifici storici che li ospitano;
  • il riordino, la tutela e la valorizzazione di aree verdi e parchi urbani di servizio ai quartieri ove gli interventi di edilizia sociale si collocano: Zona Ovest – Parco 2 Giugno; Zona Est – Parco dei Cigni
  • La valorizzazione di beni culturali, ambientali e paesaggistici, il riuso di testimonianze architettoniche significative e la facilitazione della comunicazione con parti di città identitarie avviene tramite l’inclusione di parchi e percorsi storici rilevanti anche dal punto di vista naturalistico. Particolarmente significativi in questo senso sono quindi il raccordo con il percorso del Parco delle Mura ottocentesche che perimetro tutto l’abitato storico della Spezia e quello con i sentieri storici di collegamento delle fortificazioni militari napoleoniche e non solo.

Gli interventi considerati attraversano tutto l’arco cittadino da ovest ad est e si caratterizzano per la volontà di conservazione, tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio pubblico così come del contesto urbano, sociale, culturale e paesaggistico-naturalistico in cui si inseriscono.

La ricucitura dei percorsi pedonali e ciclopedonali che collegano tutte le aree ed i quartieri interessati alla proposta in cui si inseriscono i progetti relativi al bando con l’intento di creare percorsi di mobilità dolce e sostenibile in alternativa alla viabilità carrabile esistente, che recuperino anche percorsi storici e naturalistici di pregio ambientale presenti in città.

COHOUSING

Prendendo ispirazione da quanto in parte già avvenuto in Europa, diventa fondante lo sviluppo di uno strumento che a livello locale sia capace di rispondere alle aspettative di vita, di benessere ed alle esigenze di servizi delle fasce più deboli della comunità.

In questo senso il  Co-housing, attraverso la  realizzazione e la riqualificazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica in ambiti urbani degradati o carenti di servizi, può diventare non solo lo strumento utile alla creazione di un mercato di nuovi alloggi solidali che possano rispondere alle esigenze di anziani e giovani con specifici bisogni abitativi, ma anche l’innesco di una trasformazione del territorio le cui parole chiave diventano: buona pratica, energia rinnovabile, mobilità sostenibile, valorizzazione del territorio e del paesaggio, e partecipazione sociale.

A partire da tali presupposti diventa quindi subito chiaro come la realizzazione di condomini solidali e spazi per la comunità di quartiere, con la concomitante realizzazione di spazi e servizi di  ricucitura con il tessuto urbano circostante, possa rappresentare una soluzione di welfare urbano grazie al quale tali spazi per la socializzazione, gestiti anche con forme di parternariato pubblico/privato no profit, diventino “fattore chiave non solo per interpretare la storia della città ma anche per promuoverne lo sviluppo”.

In questa fase progettuale si è ipotizzato di mantenere la struttura originale intelaiata in cemento armato, intervenendo unicamente in copertura per sostituire l’attuale tetto a doppia falda con una copertura piana calpestabile, da adibire a luogo d’incontro della comunità.

Il progetto prevede la creazione di 12 nuovi alloggi con caratteristiche dimensionali simili e una metratura interna variabile e compresa tra 28 e 49 mq.

Le unità residenziali più piccole sono pensate come monolocali destinati ad un utente singolo, giovani come studenti, oppure per il personale a supporto di anziani che necessitano di assistenza (badanti), quelle di taglio maggiore sono invece dedicate alle persone anziane, ma ancora autosufficienti, e alle giovani coppie.

Il cuore del progetto sono gli spazi comuni: uno spazio multifunzionale dove organizzare incontri, dibattiti e feste, fare attività motoria e molto altro, una cucina comune dove pranzare insieme, la lavanderia comune, l’infermeria, il tetto piano dedicato ad orti urbani o giardino, e lo spazio esterno verde.

 

Il prospetto Est che si affaccia direttamente sulla città e le aree verdi di pertinenza, è quello che caratterizza maggiormente la nuova lettura dell’edificio con i suoi tre volumi di dimensioni simili che vanno a scalare lungo il pendio della collina. Si prevede quindi di trattare questo prospetto in modo diverso e di collocare invece del cappotto una facciata ventilata costituita da pannelli verticali ad effetto legno costituiti al 70% da fibre naturali riciclate con una lunga durabilità ed a bassa necessità di interventi manutentivi.

La sostenibilità e l’aspetto energetico rappresentano le linee guida di riferimento dell’intero intervento e pertanto particolare rilevanza sarà data al miglioramento energetico degli edifici: isolamento termico e sfruttamento degli apporti solari durante la stagione invernale, sfasamento dell’onda termica e schermatura della radiazione solare durante la stagione estiva. Per ridurre al minimo il consumo di acqua potabile, l’edificio sarà dotato di impianto di recupero di acque piovane che consente di riutilizzare le acque derivanti da superfici scolanti non soggette a inquinamento, previa idonea filtrazione e raccolta in un’apposita cisterna. In copertura sarà previsto un impianto fotovoltaico, in grado di ridurre il fabbisogno di energia dell’edificio.

CO-HOUSING DI MELARA

Il secondo elemento relativo al progetto per il cohousing riguarda il recupero di una scuola elementare non più utilizzata nel quartiere di Melara, ad Est della città. L’edificio è stato costruito negli anni ’40 del secolo scorso in muratura portante.

In questo caso l’esigenza di inserire spazi funzionali al cohousing ha portato ad intervenire sulla struttura esistente in modo più radicale rispetto a quanto ipotizzato per la trasformazione dell’edificio di Fabiano.

Si è deciso di conservare l’ala Sud, intervenendo sui solai esistenti, e di demolire e ricostruire l’ala Nord, per realizzare un nuovo spazio multifunzionale a più livelli da mettere a disposizione anche del quartiere e della comunità.

Nell’ala sud, dove erano collocate le aule, sono concentrati gli spazi abitativi del cohousing per un totale di 13 nuovi appartamenti.

Valore aggiunto al progetto viene apportato da un elemento significativo caratterizzato dalla possibilità di recuperare un ampio spazio in corrispondenza della copertura dell’ala nord: la terrazza sociale dove incontrarsi e fare attività di giardinaggio e di cura di orti urbani.

Anche in questo caso la sostenibilità e l’aspetto energetico rappresentano le linee guida di riferimento dell’intero intervento e pertanto particolare rilevanza sarà data al miglioramento energetico degli edifici: isolamento termico e sfruttamento degli apporti solari durante la stagione invernale, sfasamento dell’onda termica e schermatura della radiazione solare durante la stagione estiva. Per ridurre al minimo il consumo di acqua potabile, l’edificio sarà dotato di impianto di recupero di acque piovane che consente di riutilizzare le acque derivanti da superfici scolanti non soggette a inquinamento, previa idonea filtrazione e raccolta in un’apposita cisterna. In copertura sarà previsto un impianto fotovoltaico, in grado di ridurre il fabbisogno di energia dell’edificio.

AREE VERDI

La valorizzazione delle aree verdi, dei parchi e dei percorsi ciclopedonali è progettata in modo che tali spazi possano essere utilizzati e frequentati come luoghi inclusivi, per scopi formativi, di svago e socializzazione, come strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini ed il loro benessere psicofisico ed allo stesso tempo per realizzare un corridoio ecologico ed una rete dei servizi del verde che metta in collegamento i quartieri periferici tra loro e con il centro cittadino in un processo di avvicinamento sociale e di appropriazione degli spazi urbani di qualità

 

 

PARCO 2 GIUGNO

Tema centrale delle strategie progettuali applicate all’intervento, ovvero l’uso spontaneo dello spazio pubblico, una chiave di lettura che riporta al centro il comportamento delle persone che vivono il parco ed il quartiere che lo circonda.

Il progetto cerca, quindi di dare luogo ad un nuovo assetto interno più vicino alle esigenze di chi lo vive. Così il segno quasi ellittico derivante dagli usi spontanei si cristallizza nell’elemento intorno a cui si svolge il progetto e diventa un percorso circolare che organizza il lato destro del parco e distribuisce i percorsi secondari.

L’ingresso principale, quello verso la città su via Aldo Ferrari diventa un elemento significativo, un muro che separa l’interno dall’esterno e ha una doppia faccia: sul fronte strada è composto da un rivestimento a ricorsi orizzontali che indica l’accesso al parco ed è organizzato con sedute per l’attesa dei mezzi pubblici, sul lato verso il parco diventa invece un elemento dedicato al racconto della memoria del luogo in cui il parco sorge.

L’Ingresso su via Monfalcone a Sud-Ovest del parco è collocato nelle vicinanze della scuola primaria ed è quello che più si lega alla vocazione didattica del parco. Per sottolinearne tale caratteristica si prevede un boulevard verde dedicato alla scuola, con luoghi per le lezioni all’aperto e aree attrezzate per studenti e famiglie.

La scala esistente viene sostituita da una seduta pensata per poter funzionare come un’aula all’aperto o uno spazio informale di aggregazione ed addossata ad una schermatura con le stesse caratteristiche del muro d’ingresso per ricreare una superficie interattiva che racchiude ed accompagna la scala stessa e la protegge dai vicini impianti della Piscina comunale.

Lungo tutto il fronte della scuola è previsto un pergolato verde, con l’obiettivo di creare uno spazio aperto, ma protetto per accompagnare l’ingresso degli studenti.

PARCO DEI CIGNI

L’idea è quella di dare vita ad un parco “biosalutare” per promuovere uno stile di vita positivo tra cittadini di tutte le età e favorire le relazioni intergenerazionali tramite la realizzazione di un circuito sportivo affiancato ad un circuito sociale così come ad uno ambientale.

Il circuito ambientale, aperto a tutta la comunità in sinergia con i percorsi didattici delle vicine scuole, si organizza intorno alla possibilità ricreare orti urbani, una fattoria didattica ed una mirata gestione delle acque meteoriche che compongono un percorso dedicato alla sensibilizzazione ai temi della sostenibilità ambientale e della biodiversità.

GESTIONE BIM DEL PROCESSO PROGETTUALE E RILIEVO LASER SCANNER

La metodologia BIM permette di intraprendere un percorso di progettazione e gestione degli edifici che abbia l’obiettivo di definire la geometria e le caratteristiche tecniche e formali dei singoli edifici tramite una specifica modellazione informativa a partire dalla quale verrà impostata l’attività di progettazione architettonica, strutturale ed impiantistica e la conseguente verifica. Dal punto di vista tecnico il risultato di un progetto sviluppato mediante metodologia BIM garantisce accuratezza e precisione, aiutando ad eliminare le problematiche tipiche della fase realizzativa, dell’organizzazione del cantiere e della successiva fase di gestione e manutenzione degli edifici cui si riferisce.

L’attività di rilievo laser scanner utilizzata nella fase preliminare del progetto si contestualizza all’interno di un più ampio panorama legato ai temi della digitalizzazione del costruito e del Building Information Modeling. Tale approccio ha permesso l’ottenimento di Nuvole di Punti che hanno permesso la restituzione di un modello 3D digitale dell’esistente con un errore riducibile al di sotto del millimetro.