Farshad Mehdizadeh
e lo studio FMZD.
Un Archispritz iraniano

di Emanuele Cappetta

Quando ci interfacciamo con un’Architettura nuova, mai vista, la guardiamo sempre con il bagaglio di conoscenze dato dalla nostra cultura e dai nostri studi; la valutiamo secondo la nostra sensibilità, il gusto personale.
È un processo inevitabile, ma il rischio è perdersi il punto di vista di chi quella “cosa” l’ha realizzata. Da una semplice foto non si evince il percorso che ha fatto quell’architetto per arrivare a quel segno. Un’immagine non comunica le scelte che hanno condotto il progettista a optare per quel materiale piuttosto che per un altro; né si riesce a definire la geografia del luogo e che cosa il progetto ha preso dal contesto.

Così nel mio “scrolling” giornaliero sono stato catturato da un’immagine che mi è piaciuta per le forme, per il linguaggio compositivo e per come s’integrava con il luogo. In questa occasione ho voluto invertire la tendenza. Ho deciso di contattare l’architetto che l’ha realizzato per farmi raccontare la storia che c’era dietro.

Abadan Residential Apartment – Abadan, Iran – disegnato 2007 (costruito)

L’architetto in questione si chiama Farshad Mehdizadeh ed è il fondatore dello studio FMZD. È nato a Isfahan, in Iran. Ha completato la sua laurea e il master iniziale presso la Azad University di Isfahan, dove si è laureato nel 2008. Ha iniziato la sua carriera professionale come architetto presso Fluid Motion Studio a Teheran, e successivamente si è trasferito al Lab Architecture Studio di Melbourne, in Australia. Farshad è anche autore di progetti personali pluripremiati, come l’edificio residenziale Abadan, che ha vinto il primo premio di architettura dell’Iran e un alto riconoscimento ai premi del Medio Oriente. Conseguito poi il master presso l’Istituto di architettura avanzata della Catalogna, a Barcellona (Spagna), è tornato in Iran e ha fondato il suo studio.
Gli ho chiesto di descrivermi cosa fosse per lui essere un architetto in Iran, a cosa/chi si ispirasse e cosa fosse per lui fondamentale considerare nella progettazione.

Lo ringrazio per la disponibilità e per il tempo che mi ha dedicato, e riporto le sue parole tradotte:

<< Architetto, una parte del contesto:
Quando un architetto si diploma l’obiettivo è quello di unirsi a rinomate aziende a Londra, New York e in altre capitali dell’architettura. È ormai accettato che un architetto di Londra progetti un villaggio in Cina; la strada per il successo. Di recente, tuttavia, qualcosa è cambiato. Gli architetti ora tornano spesso nei loro paesi di origine, dove si identificano con il contesto, la cultura, gli affari e la geografia.
Fare l’architetto è un mestiere non “convenzionale”; è una metodologia per cambiare i contesti, per modificare e migliorare la comunità e lo stile di vita, generare spazi resilienti alla geografia e alle situazioni del luogo.

Abadan Residential Apartment – Abadan, Iran – disegnato 2007 (costruito)

Questo è il motivo per cui mi sono sempre concentrato sulle caratteristiche del contesto e sempre da qui deriva la mia ricerca attenta sulle strutture e sui materiali. Ho dovuto viaggiare per venire a contatto con tecniche e geometrie autoctone derivate dall’uso di determinati materiali e tecniche locali.
Credo che un architetto debba “toccare il mondo”, avere una chiara comprensione del luogo in cui opera per determinare la scala, le prestazioni e i comportamenti.

Abadan Residential Apartment – Abadan, Iran – disegnato 2007 (costruito) Vista interna

Come iraniano mi identifico fortemente con la mia cultura e il mio patrimonio, per questo, dopo le esperienze fatte, sono tornato a lavorare nel mio paese. Qui progetto declinando temi attraverso la cultura regionale, il clima, l’economia e le tecniche di costruzione.
Il mio obiettivo non è solo quello di progettare una singola opera, ma di educare tutti gli attori che sono coinvolti nel processo di costruzione. Mi piacerebbe poter arrivare a ri- definire la linea sottile che esiste tra architettura e metropoli nei futuri paesaggi urbani del mio Paese.

Saeid Icc Multicomplex – Sari, Iran – disegnato 2017 (costruito)

Metodologia di progettazione
A mio avviso, l’architettura non può essere progettata al di fuori di un contesto. Viene dettata da attività urbane e dalle interazioni che porta il contesto. Questo perciò ci chiede di considerare il confine tra privato e pubblico, tra interno ed esterno.
Ho cercato di realizzare l’architettura non come un’icona, ma come un’estensione o una combinazione di comportamenti, eventi e interazioni urbane che organizzano e manipolano il paesaggio. Questo è il modo in cui rendiamo il nostro design più sostenibile e connesso al contesto. >>

Saeid Icc Multicomplex – Sari, Iran – disegnato 2017 (costruito)

Kazemi Multifunctional Complex

Kazemi Multifunctional Complex

Qom è una delle città più importanti per i teologi musulmani. Durante l’anno vengono celebrate cerimonie religiose e organizzati eventi che portano ogni anno pellegrini e turisti al sacro santuario di Masoume. La scarsa qualità degli hotel esistenti crea una carenza di alloggi e trasforma la funzione dei tessuti residenziali attorno al santuario in alloggi transitori.
L’obiettivo era quello di progettare un complesso a uso misto che includesse negozi al dettaglio, hotel, uffici e centro congressi, in un terreno con una superficie di 30.000 mq. Questo complesso ha il potenziale per cambiare e sbilanciare il comportamento e il carattere del contesto.
L’edificio prende forma degli spazi circostanti. Quindi la strategia è stata quella di progettare un tale complesso mantenendo il contesto degli spazi pubblici e la connettività seguendo il comportamento di ciò che sta intorno.

Kazemi Multifunctional Complex – Qom, Iran – disegnato 2016 (concettuale)

Dato che la città è come se fosse un organismo vivente, con un carattere specifico, il volume del progetto doveva essere generato e organizzato dalle cellule di edifici adiacenti. Di conseguenza, le cellule del tessuto di contesto crescono nel sito e organizzano il piano terra con lo stesso comportamento, dimensione e accessibilità del contorno per formare così un bazar con un area di vendite al dettaglio e un vuoto centrale che fa da piazza.

Kazemi Multifunctional Complex – Qom, Iran – disegnato 2016 (concettuale)

Questo vuoto è completamente aperto alla città attraverso gli spazi commerciali perforati che fungono da spazio pubblico, aperto, per eventi e cerimonie religiose. Le seguenti celle sono state impilate e crescono verticalmente per creare gli spazi delle altre funzioni di hotel, uffici e spazi congressuali.
Il risultato è un progetto che non è disconnesso dalla radice pubblica, ma si collega alle arterie urbane di Qom.

Kazemi Multifunctional Complex – Qom, Iran – disegnato 2016 (concettuale) – Piazza centrale
Kazemi Multifunctional Complex – Qom, Iran – disegnato 2016 (concettuale) – Vista prospettica

Australia Prime Minister Lodge

Australia Prime Minister Lodge

La cultura indigena australiana parte da una connessione tra le persone e la natura in cui tutti gli elementi esistono in uno stato simultaneo di individualità e simbiosi costante. Il progetto ha cercato di aderire a queste leggi nella convinzione che comprendere l’arte indigena sia capire il rapporto dell’uomo con la natura stessa.
Il concept inoltre ha tenuto conto della routine quotidiane della figura centrale del progetto, il primo ministro australiano, e che rapporto potesse avere con ogni spazio.

Australia Prime Minister Lodge, Australia Prime Minister Lodge – Canberra, Australia – disegnato 2013 (concettuale)

Il design del progetto si disarticola seguendo tre principi fondamentali:
1. Implementare il flusso naturale dell’ambiente circostante all’interno degli spazi mantenendo il rapporto tra uomo e natura, infatti gli spazi interni presentano la struttura vegetale che circonda il lotto con alberi riducendo l’impronta dell’edificio.

Australia Prime Minister Lodge – Canberra, Australia – disegnato 2013 (concettuale)

2. Sfruttare i vantaggi offerti dalla pendenza evitando che l’architettura possa impedire o ostacolare la connessione esistente tra le aree protette e il lago.
In definitiva, lega topograficamente lo spazio costruito all’ambiente da una direzione mentre crea una facciata iconica e diplomatica dalla direzione in cui la struttura è vista dalla città. Il progetto introduce un nucleo coesivo che però consente a ogni spazio di mantenere un’identità.
In definitiva funge da cuore, incorporando tutti gli ingressi ufficiali e la connettività interna nonché le aree di intrattenimento all’aperto.

Australia Prime Minister Lodge – Canberra, Australia – disegnato 2013 (concettuale)

3. Il vuoto del vortice collega visivamente la strada pubblica al lago, ma è anche un elemento solido con pochi ingressi che, da una parte, rendono sicuro l’accesso alle autorità e, dall’altra, consentono ai visitatori di apprezzare ed esplorare il lodge e il lago senza violare la privacy.

Australia Prime Minister Lodge – Canberra, Australia – disegnato 2013 (concettuale)

Tra le tante cose che riempiono una giornata è sempre piacevole dedicare del tempo a una delle tue passioni. Ricercare, scoprire, leggere, documentarsi, studiare è un po’ come viaggiare e  ti permette poi di raccontare e trasmettere ciò che hai visto e appreso portando con te, in questo viaggio, le persone che ti ascoltano.
Sarebbe bello se questo spazio diventasse veramente un punto di riferimento per gli architetti e non solo di La Spezia e dintorni…noi dell’Archispritz non possiamo più farne a meno e già la suspance per il prossimo mercoledì è molta. Chi sarà il prossimo?

Aghdasieh Residential Tower – Tehran, Iran – Disegnato 2017 (costruito)
Namakabrood Commercial Center – Mazandaran, Iran – Disegnato 2015 (costruito)
Tabriz Residential Apartment – Tabriz, Iran – Disegnato 2018 (costruito)

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